ASL Il progetto di alternanza scuola lavoro sul Walking

Il progetto di ASL che ho organizzato presso un liceo di Torino prevedeva un corso di Fitwalking e di Nordic Walking tra gli studenti e la valutazione della performance sportiva attraverso una App installata sullo smartphone.

Dopo aver acquisito una discreta tecnica di cammino i ragazzi effettuavano delle camminate monitorati dalla App che rilevava dati.

Questi dati sono stati elaborati dai docenti di matematica che hanno costruito per ogni alunno, attraverso grafici e tabelle, il percorso sportivo e quindi la valutazione della loro performance sportiva inerente al cammino.

Mundialito

MONDO E STORIA GRANATA

Emozione in casa Ansaldi: esordio del piccolo Michael nel “Mundialito Primi Calci”

09.03.2019 17:54 di Claudio Colla   Dal sito Torinogranata

© foto di Federico Gaetano

Impeccabile in divisa granata, il piccolo Michael Ansaldi, classe 2012, è reduce dal debutto nel “Mundialito Primi Calci”, organizzato dai responsabili della Scuola Calcio Toro (prof. Davide Cravero, responsabile Primi Calci, e dott. Matteo Bosio, responsabile tecnico), sotto la supervisione di Silvano Benedetti, per bambine e bambini tra i 5 e gli 8 anni. Il “battesimo calcistico” di Michael Ansaldi si è tenuto nella giornata di oggi, presso l’Oasi Laura Vicuña di Tetti Francesi di Rivalta (TO), primo capitolo del torneo per piccolissimi calciatori. Lo ritrae orgoglioso il papà Cristian, dalle pagine del proprio profilo Instagram. Ricordando che, benché non potesse essere lì a tifare per lui, non esistono confini all’amore di un genitore orgoglioso per i propri figli. Gli impegni dei grandi ci costringono talvolta a essere lontani dai piccoli. Ma il cuore è sempre lì con loro. E questo vale per i “comuni mortali” come per le divinità del terreno verde.

La Cina del pallone

Claudio Colombo, Corriere della Sera 25/11/2001, 25 novembre 2001

Cina. Davide Cravero, ex mediocre calciatore piemontese senza parentele con l’ex giocatore del Torino, professore di educazione fisica, dal settembre 2000 vive e lavora a Huizhou, cento chilometri da Hong Kong, duecento da Canton, duemilacinquecento da Pechino

Cina. Davide Cravero, ex mediocre calciatore piemontese senza parentele con l’ex giocatore del Torino, professore di educazione fisica, dal settembre 2000 vive e lavora a Huizhou, cento chilometri da Hong Kong, duecento da Canton, duemilacinquecento da Pechino. Aderì all’invito della Ausonia Consulting, una specie di import-export di idee e uomini che lavora in stretto contatto con la Lazio, e infatti allena i ragazzi di una scuola calcio che si chiama ’Lazio Chaoneng’. L’anno scorso una loro squadra ha partecipato al torneo di Viareggio prendendo caterve di gol. L’arrivo a Huizhou fu scioccante: «A Roma gli avevano detto di partire tranquillo, perché la Cina è sempre più vicina, l’inglese è una lingua universale, il mondo è diventato un villaggio globale eccetera eccetera. Quando arriva lì, dopo un giorno di viaggio, stravolto dal fuso e dalla fatica, su un milione di abitanti non ne trova uno che riesca a mettere insieme una frase compiuta nella lingua di Albione. ’Mi veniva da piangere’ ammette oggi che tutto funziona a meraviglia. Si butta nel lavoro. Il college è a una dozzina di chilometri dalla città, in aperta campagna, bello nella sua spartana efficienza, ’cinese’ (per lui è sinonimo di ’ordine’) fino all’ultimo mattone. Presto si sparge la voce che questo italiano che lavora col pallone sta facendo tanto e bene. I giornali del luogo cominciano a interessarsi a lui. Uno, il più importante (si chiama ’Huizhou Rinbao’) spedisce al campo una giornalista a intervistarlo. Lei parla inglese ’my name is Li Jin Mei, how are you’, lui risponde finalmente felice di non aver buttato via i soldi del corso accelerato. L’intervista viene bene e scoppia la scintilla amorosa: a maggio si sono sposati, a febbraio arriverà il primo figlio. Con il centinaio di ragazzi che frequenta il campus lo scambio di opinioni è un omerico e spesso chimerico sforzo linguistico. All’inizio la scuola gli aveva messo a disposizione un interprete di lingua francese. Adesso c’è un volenteroso sino-britannico a dare una mano, ma lui si è dovuto ingegnare: ha dato a ciascuno dei suoi allievi il cognome di giocatori occidentali, sicché le partitelle sono un trionfo del calcio-patacca: Peruzzi che mette in moto Cabrini, passaggio a Totti, tocco per Rivera, cross di Rivaldo e gol di Maradona. Problema: ’Giocano, giocano, e non tirano mai in porta!’».

CLAUDIO COLOMBO

Presentato il progetto “Superga 70”

Sito ufficiale http://www.torinofc.it

Lunedì, 18 marzo 2019
Presentato il progetto "Superga 70"
(04.07.2019)
È stato presentato oggi presso la sala conferenze dello stadio Olimpico Grande Torino il progetto “Superga 70”, ideato in occasione del settantesimo anniversario della Tragedia di Superga il prossimo 4 maggio. Alla conferenza, presentata dal Professor Davide Cravero, referente del progetto, hanno partecipato il direttore generale del Torino F.C. Antonio Comi, il direttore dell’ufficio scolastico del Piemonte Sergio Blazina, il giornalista sportivo Franco Ossola ed il responsabile del settore giovanile granata Massimo Bava. Tramite questo progetto, il Torino Football Club ha creato un bando di concorso dal titolo “Il Grande Torino per me è …” rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Il contest ha come tema la storia del Grande Torino raccontata dai ragazzi e si pone gli obiettivi di diffondere i valori dello sport e di far conoscere la storia del Torino F.C. agli studenti delle scuole della Città metropolitana. 

Dopo una breve presentazione del Professor Cravero, il primo a prendere la parola è stato il DG Comi: “È con grande piacere che vi accolgo in questa prima riunione per presentare il progetto ‘Superga 70’. Questa iniziativa è stata voluta fortemente dal Torino F.C. e dal Presidente Urbano Cairo, in quanto è fondamentale insegnare ai giovani la storia del nostro paese, e il Grande Torino certamente ne fa parte visto che ha caratterizzato l’orgoglio di rinascita della nostra Nazione in seguito ai disastri della seconda guerra mondiale. In collaborazione con scuole, si vuole dare la possibilità di apprendere una parte di storia che non tutti attualmente conoscono. Questo progetto è rivolto ai bambini che non conoscono questa realtà, e devono dunque usare uno strumento fondamentale come l’immaginazione. Quasi sempre, si sa, l’immaginazione supera la realtà, e visto che il Grande Torino era qualcosa di magico siamo curiosi di vedere cosa ne verrà fuori. Siamo convinti che ci sarà qualche bambino che ci sorprenderà”. 

A parlare è stato poi Sergio Blazina: “Quando il Torino F.C. ci ha proposto questa iniziativa, l’abbiamo immediatamente accolta con entusiasmo. Il calcio è spesso un elemento di grande passione, ma ahimè anche di divisone. Questo progetto è stato dunque impostato su una vocazione culturale, volta ad approfondire la storia e la leggenda di una squadra inarrivabile. Abbiamo dunque ritenuto che fosse importante coinvolgere anche i più piccoli, siccome è nostra convinzione che la cultura sportiva debba essere diffusa e coltivata già dalle primissime classi. Il 12 maggio, giorno in cui verranno esposti gli elaborati, me lo immagino come una giornata di festa”.

Infine, Franco Ossola, figlio dell’omonima bandiera del Grande Torino, ha voluto raccontare quello che erano per lui gli Invincibili: “Mio padre era un attaccante di quella grandissima squadra, per questo mi sento emotivamente coinvolto in questo progetto e non potevo sottrarmi. Il Grande Torino era qualcosa di più di una squadra, era un gruppo di ragazzi che hanno rappresentato l’Italia: erano persone comuni con una profonda umiltà”.

Per gli alunni della scuola primaria il concorso prevede la realizzazione di un disegno, mentre per gli allievi delle scuole medie di primo grado un elaborato scritto (poesia, prosa, strisce a fumetti) o un prodotto multimediale (durata massima 3 minuti). Tutti gli elaborati verranno esposti presso lo Stadio Filadelfia nella giornata di domenica 12 maggio 2019, salvo variazioni. In questa giornata, i ragazzi saranno invitati, con i loro insegnanti ed accompagnatori, al “Fila Tour”, in cui rivivranno la “Magia del Filadelfia” raccontata da personaggi storici del Torino F.C. e nel pomeriggio assisteranno, gratuitamente, alla partita Torino-Sassuolo, presso lo Stadio Olimpico Grande Torino.

Safa centro Fitwalking autorizzato

Da ANSA

Assessore Ferraris, è prima scuola in Italia

(ANSA) – TORINO, 26 SET – Il Collegio Sacra Famiglia di Torino è la prima scuola in Italia ad essere riconosciuta Fitwalking Center Authorized. “La scelta conferma la qualità di questa realtà scolastica e dei suoi docenti, ma anche la validità del progetto formativo e di promozione del ‘camminare bene’, realizzato – per la prima volta nel nostro Paese – da Davide Cravero insieme ai fratelli Maurizio e Giorgio Damilano”, spiega l’assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris, che ha preso parte all’inaugurazione del centro.
“Torino e il Piemonte sono all’avanguardia nello sport e nelle sue più variegate offerte, volte al bene comune e all’insegnamento del corretto stile di vita per giovani e meno giovani”, aggiunge Ferraris.
La scuola di via Rosolino Pilo offre ai propri studenti la possibilità di svolgere un corso di Fitwalking certificato ed altre attività didattiche, come l’analisi statistica dei dati ottenuti monitorando le attività. Dallo sport un piano formativo a tutto tondo.

Uno su 150 per l’Italia: dalla Cina per studiare calcio al Toro Camp

da Toronews 31/07/2017

Ne sono partiti 20 tra gli oltre 2000 candidati con un’associazione calcistica di Wenzhou, in una regione a sud-est della Cina, e hanno scelto il Toro City Camp per imparare a conoscere e a respirare calcio come lo si vive in Europa. “Hanno avuto i contatti con l’assessore di Torino, Ferraris, e attraverso il nostro ufficio marketing hanno preso contatti con noi”, spiega il responsabile del Toro Camp Davide Cravero, che in Cina ci è stato dal ’99 al ’04 allo Shenzhenshi, dopo esperienze con la Lazio e prima di approdare al Torino. “Si era agli inizi del calcio, all’epoca: c’erano 15 squadre nella prima serie e 12 nella seconda, e sotto nulla”.

toro camp

I City Camp organizzati dal club granata sono momenti estivi di avvicinamento al calcio normalmente pensati per i bambini più piccoli, ma per questi ospiti cinesi si è fatta un’eccezione. L’età dei ragazzi va dai 12 ai 17 anni, in una settimana, l’ultima dell’edizione 2017, completamente dedicata a loro al campo del Cit Turin, nel centro di Torino. “Sono 20 ragazzi più presidente, allenatore e un giornalista”, continua Cravero, “poi ci sono tre interpreti. Traminte l’Angi (Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese, ndr) hanno avuto questo contatto e sono venuti giù in Italia. Per questioni di età, gli italiani questa settimana sono tutti ad Orbassano”.

toro campo

Le criticità? Poca competizione: “Questi ragazzi fanno 10 partite l’anno, con i piccoli Amici noi ne facciamo 50 e con i selezionati 100-110. Hanno milioni di abitanti e pochissimi club. Noi abbiamo 5 allenatori, che coordinano gli allenamenti insieme agli interpreti”.

Che la Cina si stia avvicinando a grandi passi verso la cultura del calcio è cosa nota: “C’è stato un progressivo sviluppo del calcio, perché il presidente attuale cinese è un sostenitore dei questo sport e ci sono stati investimenti. A livello di settore giovanile, però, sono molto indietro”. Wang Qi, presidente dell’associazione, spiega: “Il governo cinese vuole sviluppare il calcio. Il livello è troppo basso, il desiderio è quello di studiare da luoghi, come l’Italia e Torino, dove il livello è più alto”.

toro camp

Tutti sono in grado di imparare qualcosa: “I nostri allenatori hanno imparato a gestire gli interpreti: poche parole, messaggi diretti. I ragazzi hanno visto come si lavora qui, più sul ritmo, con spazi più ristretti e movimenti più veloci, e non è facile. Il loro è un livello medio-basso, in Cina è comunque più alto. Tra di loro c’è un ragazzo di Prato (zona ad altissima concentrazione di immigrazione dal Sol Levante, ndr), che gioca nella Jolly Montemurlo”. Sensazioni, quelle di Cravero, confermate anche da Wang Qi: “Noi siamo un’associazione di calcio, abbiamo scelto questi ragazzi da circa 2000-3000 persone. Vengono a Torino per guardare, leggere, studiare il calcio italiano e il calcio torinese.Vogliamo utilizzare questa settimana per studiare i metodi di allenamento”Il Toro esporta metodi e competenze, dunque, sotto forma di esperienza europa che, nel calcio, ha pochi rivali.

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Ma c’è anche una valenza sociale, spiega Qi: “L’interesse per il calcio viene normalmente dalla famiglia: ai ragazzi piace giocare con il tablet, noi vogliamo aiutare loro a fare sport, questo è importantissimo per il calcio cinese”.

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Esercizi tecnici, poi prove di 4-4-2, e il primo passaggio orizzontale a centrocampo è subito corretto da Cravero. Il lavoro da fare è tanto, ma l’obiettivo a lungo termine “potrebbe essere quello di aprire rapporti in Cina con l’Academy”. Il mondo Toro si espande: oggi crea conoscenza, i frutti del domani andranno attesi e colti al momento opportuno.

A scuola si impara il Nordic Walking

Presso l’istituto comprensivo di Borgone, in valle di Susa, da quest’anno, i ragazzi hanno scoperto una nuova disciplina.. il Nordic Walking.

Il professor Cravero, docente di scienze motorie, nella scuola secondaria di primo grado, ed istruttore di Nordic Walking, ha inserito nella programmazione annuale il corso base di Nordic Walking.

I ragazzi di seconda e terza media, durante le lezioni, hanno potuto apprendere le tecniche del NW e cimentarsi in una disciplina nuova.

Le lezioni si sono svolte tra Aprile e Maggio, all’aperto, e si sono concluse con una camminata itinerante presso le campagne della Val di Susa.

A tutti gli alunni è stato consegnato il diploma del corso base di Nordic Walking della SINW, che servirà anche , per i ragazzi di terza media, per la prova orale di scienze motorie.

Il progetto di scienze motorie,prevede di inserire nella programmazione annuale questa disciplina anche nei prossimi anni e di estenderlo anche alle altre classi.

Sport e Diabete

diabete

Si è appena concluso a Bardonecchia un Camp , riservato ad  adolescenti dai 14 ai 18 anni, per una attività educativa e terapeutica rivolta a ragazzi con diabete tipo 1.

I Ragazzi e gli operatori, hanno partecipato ad un campo scuola, dedicato all’attività sportiva, ed alla ricerca e tecnologia, presso il Villaggio Olimpico, dal 16 al 19 maggio 2019.

Il campo è  stato coordinato e promosso dal Centro di Diabetologia Pediatrica dell’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino, dove i ragazzi sono seguiti, con la collaborazione della Struttura Universitaria di Scienze delle Attività Motorie e Sportive, dal ricercatore dott. Federico Abate Daga e dal professore Cravero Davide.

Al campo hanno partecipato anche ragazzi ed operatori di altri Centri di Diabetologia, in particolare dall’ospedale San Raffaele di Milano, dall’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e dall’ospedale Infantile Cesare Arrigo di Alessandria. Tale progetto è sostenuto dalle Associazioni di Pazienti AGD Piemonte e Valle d’Aosta, Sostegno 70 e Jada.

Durante il soggiorno, i ragazzi  hanno svolto diverse attività fisiche tra le quali Nordic Walking, Pilates e Fitness indossando, sempre , dei sensori glicemici e cardio-frequenzimetri di ultima generazione, per osservare e monitorare in maniera continuativa, e studiare in modo scientifico, l’andamento glicemico correlato alla prestazione fisica.

Quattro giorni molto intensi in cui i ragazzi hanno svolto il corso base di Nordic Walking, ricevendo anche l’attestato della SINW,  attività di Pilates ed esercizi con gli attrezzi, coordinati dal Prof. Cravero Davide istruttore anche di NW.